sentenzaIl Consiglio di Stato ha recentemente chiarito l’aspetto burocratico e legislativo in materia di trasferimento di farmacia, dando vita ad un precedente che avrà importanti ripercussioni nelle casistiche di trasferimento avallate amministrativamente secondo la procedura del “silenzio assenso“, ovvero l’assenza di completamento della procedura da parte delle amministrazioni chiamate in giudizio nei confronti dell’interessato titolare che poteva, sino ad oggi, poter effettuare il trasferimento anche senza i documenti che ne attestavano l’autorizzazione.

Di fatto l’attuale normativa è legittimata dalla legge 241/1990, in particolare dall’art. 20 “Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi“, introducendo il concetto di “silenzio assenso” con l’articolo 2, commi 2 e 3, dove sino ad oggi era incluso anche il trasferimento di farmacia sino all’accoglimento da parte del Consiglio di Stato di un ricorso presentato da un titolare di farmacia per una pratica condotta, proprio col “silenzio assenso” da un collega, rigettando la sentenza del Tar che aveva inizialmente giudicato regolare la procedura sulla base di quanto stabilito dalla legge 241.

La nuova sentenza del Consiglio di Stato non ha fatto altro che inserire il trasferimento di farmacia all’interno dell’ambito della materia “salute”, nei quali vengono inseriti atti e procedimenti riguardanti attività legate allo specifico settore legittimandoli a delle variazioni nella normativa, contenute già nella legge 241, precisamente all’articolo 2 comma 4, secondo cui in questi casi il “silenzio assenso” non ha valore ed è quindi necessario che l’amministrazione chiamata a giudicare gli incartamenti debba completare la procedura sull’istanza di trasferimento fornendo tutti i documenti necessari, ciò sulla base delle modifiche appena accennata alla relativa legge effettuate nel 2005. Con queste specifiche, nel caso preso ad esame, la procedura è quindi stata giudicata invalidata, dando vita, come accennato in apertura, ad un precedente che avrà molte ripercussioni dovendo rivedere molte delle sentenze già emesse, oltre ovviamente a regolare diversamente le istanze di trasferimento di farmacia per quelle future.